GIOIELLI DI GUARIGIONE

 Lama Gangchen ha voluto offrire la tradizione dei gioielli di guarigione, una tradizione molto antica e una volta segreta, per aiutarci in questo compito – prendersi cura della mente – e per ricordarci quanto essa sia preziosa, proprio come un gioiello.


Nel buddhismo tantrico esistono dei metodi di guarigione molto efficaci che potremmo definire “magici” per mancanza di un termine più appropriato. Sono metodi che agiscono ai livelli più sottili, i cosiddetti livelli energetici, di cui non abbiamo esperienza cosciente. L’intuizione speciale di Lama Gangchen è stata quella di adattare le tecniche più potenti del buddhismo tantrico (che per questo venivano tenute segrete) alle esigenze e alle realtà della società moderna, togliendole dal contesto religioso. Il concetto si potrebbe riassumere così: se queste tecniche hanno la capacità di portare uno yoghi (adepto) nel breve tempo di “3 anni, 3 mesi e 3 giorni” alla perfetta illuminazione ciò significa che, opportunamente “riconfezionate”, avranno la potenzialità di guarire degli individui profondamente squilibrati e una società malata come quella moderna. Sottolineiamo “individui” e “società”  perché, secondo il principio dell’interdipendenza dei fenomeni, non possono esistere un equilibrio e una felicità individuali che prescindano dall’equilibrio dell’ambiente, della società e del mondo intero. Tra questi metodi esoterici uno dei più segreti è quello dei gioielli di guarigione. Ci sono poche tracce esplicite di questa tradizione che appartiene allo speciale lignaggio dei mahasiddha e, in particolare, a quegli insegnamenti “sussurrati” che venivano trasmessi direttamente dal maestro a pochi discepoli altamente qualificati. Ne troviamo invece traccia qua e là nei testi e nei dipinti.

Ad esempio, nella storia di uno dei santi più conosciuti del Tibet, Milarepa, troviamo menzionata la collana di rubini, appartenuta al grande santo Naropa, che Milarepa sottrae al proprio maestro Marpa.

Nel racconto si intuisce chiaramente l’eccezionale valore spirituale di questo oggetto. Ci sono poi i dipinti dei mahasiddha che vengono spesso rappresentati con ornamenti di gioielli. I mahasiddha erano degli individui un po’ speciali, che ottenevano le realizzazioni spirituali conducendo uno stile di vita molto poco ortodosso. Erano asceti che avevano rinunciato a tutto e che spesso vivevano in luoghi desolati, nei cimiteri o in caverne con appena il necessario per la propria sussistenza fisica e, se il clima era mite, giravano seminudi.

Allora perché si preoccupavano così tanto degli ornamenti? I loro gioielli, che raffiguravano i simboli del buddhismo ed erano attivati con delle speciali cerimonie, erano in realtà dei canali di energie molto speciali che permettevano loro di ottenere le realizzazioni spirituali in tempi brevi. Erano sì il simbolo delle realizzazioni ma erano anche il mezzo (o un aiuto molto importante) per raggiungerle. Un aiuto così importante che questi asceti nudi li conservavano tra le loro scarse proprietà.

Lama Gangchen è un mahasiddha, un grande guaritore. Da molti anni vive viaggiando in tutto il mondo e in questi viaggi si è fatto un’idea precisa di quali siano i problemi che affliggono le persone al giorno d’oggi. Così ha deciso di mettere a disposizione di tutti questa strana, ma anche incredibilmente efficace, tradizione dei gioielli di guarigione; per offrire un’altra soluzione alla società del terzo millennio. I gioielli di guarigione sono dei veicoli, delle porte attraverso le quali l’energia di guarigione dei mahasiddha arriva fino a noi.